mercoledì 19 agosto 2015

Le nuove frontiere del gusto: Pane azzimo salsa di soia e rosmarino. (195, 64 Kcal. ca.)


Stressati? In Ansia? Bisogno di rilassarvi e distendere in nervi? Impastate, impastate, impastate!
Fare il pane e impastare è davvero un ottimo rimedio contro lo stress e in più avrete pane fresco e appena sfornato! ;)

Io vi propongo una versione facile e veloce: il pane azzimo, che non avendo bisogno di lievitare si presta benissimo come antistress!

Per dare un tocco in più e un gusto nuovo, ho aggiunto rosmarino e salsa di soia all'impasto.

Ingredienti per 3 focaccine:      Cottura: forno 180°/190° x 20/30 min

Farina integrale: 180 gr
Acqua tiepida: q.b.
Salsa di soia: a piacere (io ne ho messi circa 3 cucchiai) (12,72)
Rosmarino: q.b.
Bicarbonato: 3 cucchiaini
Sale: un pizzico.

In una ciotola capiente mescete la farina con il bicarbonato, un pizzico di sale (giusto un pizzico, dal momento che aggiungere la salsa di soia), e il rosmarino. Aggiungere la salsa di soia e impastate un pochino con un cucchiaio di legno (inumidito con acqua fredda, così che l'impasto non si attacchi).
Quando la salsa di soia sarà stata assorbita, cominciate ad aggiungere l'acqua tiepida e impastate, fino ad otterrete un impasto elastico e morbido.
Dividete l'impasto in 3, in modo da ottenere delle focaccine da  60 gr ciascuna.  Fatele piatte e larghe: si gonfieranno in cottura e cuoceranno più in fretta.
Potete cospargere la superficie con dell'altro rosmarino.

Io le ho cotte in forno preriscaldato a 180°/190° per circa 20/30 min.


domenica 24 maggio 2015

Torta semifreddo al limone (175 kcal a fetta). Ricetta light.



La bella stagione sta arrivando e con essa la voglia di dolci che siano freschi e leggeri.
Oggi quindi vi propongo una torta semifreddo al limone davvero facile e veloce da preparare! Una base di biscotto e un fresco semifreddo al limone, senza cottura in forno, senza uova né particolari procedimenti. Davvero facile e veloce! ;)

Per quanto riguarda le dosi della base di biscotti, volendola di un certo spessore, ho usato il doppio delle dosi solitamente utilizzate. Quindi se voi preferite uno strato più sottile, vi basterà dimezzarle.

Le calorie si riferiscono alla torta divisa in 22 fette di uguale dimensione e peso.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm: 

Per la base:
Biscotti secchi: 400 gr.
Burro light fuso: 200 gr

Per il semifreddo: 
panna vegetale: 400 ml
yogurt di soia al limone: 375 gr (3 vasetti da 125 gr). Io ho usato lo yogurt di soia al limone e lime della Alpro.
zucchero a velo: q.b. (io ne ho usati 3 cucchiai).
fogli di gelatina/colla di pesce: 2 (12 gr)

Prendete uno stampo a cerniera da 24 cm e foderatelo con della pellicola per alimenti (io ho leggermente spennellato la pellicola con del burro fuso, per essere sicura che non attaccasse e aderisse meglio allo stampo).
Riducete in polvere i biscotti secchi, versatevi il burro fuso, amalgamate per bene e disponete il composto sul fondo dello stampo pressando energicamente. Mettetelo a riposare in frigo per 30 min o in freezer per 15 min.
Nel frattempo preparate il semifreddo montando la panna ben ferma e aggiungendo lo zucchero a velo per addolcirla.  A questo punto aggiungete lo yogurt e amalgamate bene il tutto, mescolando delicatamente dall'alto verso il basso.
Mettete la gelati in ammollo in acqua fredda per dieci minuti, strizzatela, scioglietela al microonde per qualche secondo e unitela al composto di panna e yogurt, mischiando e avendo cura che sia ben incorporata. Versate il tutto nello stampo a cerniera e lasciate in frigo a riposare per una notte.
Decorate semplicemente con della scorza e delle fette di limone.

Circa un'ora prima di sformarlo e servilo, mettetelo in freezer: servirà a dargli una consiestenza più gelatosa.



giovedì 14 maggio 2015

Tortine integrali alla cannella. (109 kcal) Ricetta light colazione/merenda.





Per una colazione, o una merenda, dolce, buona, genuina e senza troppi sensi di colpa! :D :D
Il procedimento è in sostanza quello dei muffin, quindi ci vuole davvero pochissimo tempo! Una ricetta facile e veloce! ;)

Ingredienti per 12 tortine:                          forno: 170° x 15/20 min.

  • Farina integrale: 150 gr
  • margarina light: 70 gr (fusa)
  • uova: 2
  • cannella a piacere (io ne ho messo un cucchiaino colmo)
  • lievito per dolci: mezza bustina
  • bicarbonato: 1 cucchiaino
  • zucchero: 70 gr.
  • dolcificante: io ne ho usate 20 tic (ridotte in polvere)
  • latte di soia light: 80 ml


Per prima cosa sciogliete la margarina nel microonde e fatela raffreddare. In una boule unite gli ingredienti liquidi più le uova e sbatteteli velocemente con una frusta a mano. In un'altra miscelate insieme la farina setacciata, lo zucchero, il dolcificante, la cannella, il bicarbonato. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate bene con un cucchiaio di legno. Per ultima aggiungete la mezza bustina di lievito.
Mettete i pirottini nello stampo da muffin e riempite per circa i 2/3.
Infornate a forno preriscaldato a 170° per circa 15/20 min. Fate sempre la prova stecchino, mi raccomando e regolatevi sempre a seconda del vostro forno.

Consigli.

  • potete anche aggiungere delle gocce di cioccolato. Saranno più golose, ma le calorie aumenteranno. ;) 
  • Potete anche surgelare le tortine chiudendole nei sacchetti gelo singolarmente una volta che si saranno ben raffreddate. Fatele scongelare a temperatura ambiente all'occorrenza e saranno morbide e soffici. Io ho dato una veloce scaldatina con il forno ed erano davvero perfette! ;)


lunedì 13 aprile 2015

Pancakes al cacao (84 kcal.) Ricetta light colazione/brunch.




Ingredienti x 12 pancakes ca.
  • farina 00: 200 gr. 
  • uova: 2 albumi
  • dolcificate: 10 tic. 
  • sale: 1/2 cucchiaino
  • cacao: un cucchiaio colmo (15 gr.)
  • lievito per dolci: 2 cucchiaini 
  • bicarbonato: 1 cucchiaino. 
  • latte di soia: 250 ml (io uso quello Alpro light che ha ancora meno calorie). 
  • margarina light: 30gr 
Prendete due ciotole capienti, in una miscelate insieme gli ingrediente secchi (farina, lievito, sale, bicarbonato, cacao, dolcificante, nell'altra quelli liquidi (latte, margarina fusa fredda). 
Aggiungete gli ingredienti liquidi a quelli secchi e, aiutandovi con una frusta a mano, o un cucchiaio di legno, amalgamate il tutto evitando che si formino troppi grumi. 
Montate gli albumi a neve morbida e uniteli per ultimi al composto, rigirando lentamente dall'alto verso il basso, fino a quando non si saranno incorporati dal tutto all'impasto. 

Scaldate una padella antiaderente e quando sarà ben calda, versatevi sopra, con mestolo piccolo, l'impasto, facendolo colare dall'alto in modo che abbia una orma tonda regolare. Abbassate la fiamma (fuoco medio-basso) e coprite con un coperchio trasparente. Quando cominceranno a formarsi delle bolle sulla superficie, girate il pancake e fate cuocere ancora per qualche minuto. 

Serviteli caldi con una spolverata di zucchero a velo o con della frutta fresca. 

giovedì 26 marzo 2015

Ricetta light: Risotto al Cabernet Sauvignon aromatizzato alla cannella (380 kcal).

Tornata in patria, vista la nascita del mio blog, mi hanno chiesto di cucinare qualcosa di speciale. Dal momento che a molti piace il vino, ho pensato di usarlo per preparare un buon risotto, che bene si presta a preparazioni per più persone. 
Fare un risotto poi non è così difficile, necessita solo di un po' di tempo e attenzione. 
Io vi do gli ingredienti per una persona, così sarà più facile regolarvi a seconda del numero degli ospiti. 

Ingredienti per 1 persona. 

riso carnaroli: 70 gr 
brodo o acqua calda: q.b. 
Cabernet Sauvignon: 100 ml (1/2 bicchiere) 
parmigiano grattugiato: 15 gr (1 cucchiaio colmo) 
cannella: q.b. 
sale e pepe: q.b.

Cominciate con il preparare il brodo classico con sedano, carote e cipolle. Se non volete farlo allora usate della semplice acqua salata. 
Scaldate una padella antiaderente, tostate il riso e sfumate con un mestolo di brodo/acqua. Quando si sarà assorbito proseguite con la cottura del risotto: abbassate la fiamma, aggiungete un mestolo di brodo/acqua alla volta, solo quando il precedente si sarà completamente assorbito. Rigirate il riso spesso per non farlo attaccare e bruciare. 
Ultimate la cottura aggiungendo il  vino, fate assorbire ed evaporare la parte alcolica. Aggiustate di sale e pepe e fate mantecare con il cucchiaio di parmigiano. 

Servite su un piatto da portata e spolverizzate con della cannella di Ceylon (quantità a piacere). 
Guten Appetit! 




giovedì 5 marzo 2015

Ricetta light: Riso al limone espresso (340 kcal a porz)


Avete presente quando fuori piove, avete avuto una giornata che definirla pessima è un eufemismo, siete stanchi, stressati, avete il frigo vuoto e non vi va di andare a fare la spesa? Ecco, per me oggi è stato proprio così.
Per cena avevo intenzione di fare un po' di riso in bianco bollito, e tante care cose, ma poi ho pensato a quanto fosse triste e deprimente e ho deciso che almeno quel piatto di riso sarebbe stato migliore della mia giornata.
Così ho improvvisato. Quello che ne è venuto fuori è stato un riso al limone assolutamente semplice e veloce, ma il risultato è stato così buono che ho deciso di condividerlo con voi.

Ingredienti per una persona:
  • riso parboiled: 70 gr 
  • il succo di un limone 
  • aglio disidratato q.b.
  • parmigiano grattugiato: 1 cucchiaio 
  • 1 cucchiaino di olio evo 
  • sale e papa q.b.
Bollite il riso in abbondante acqua salata, così che l'amido non venga riassorbito e il riso rimanga sgranato e non si appiccichi.
Quando il riso sarà cotto (a me piace al dente), scolatelo, rimettetelo nella pentola ancora calda e aggiustatelo di sale, aggiungete il pepe, il succo di limone, l'olio, l'aglio disidrato a piacere (io ne ho messo appena una mezza punta di cucchiaino) e per ultimo il parmigiano, amalgamando il tutto.
Et evoilà, il vostro riso al limone espresso pronto da mangiare e assolutamente saporito: low calories, less fat.



lunedì 2 marzo 2015

Rubrica: Ma che dici davvero??!! Il cioccolato fondente.

Il cioccolato fondente.


Il cioccolato: gioia e dolore di tutte noi, il nostro odi et amo catulliano, il nostro miglior nemico...oppure no?
Negli ultimi anni infatti il cioccolato fondente, da sempre bandito dalle diete, ha cominciato ad essere visto con occhi diversi, sempre più amichevoli, grazie alle proprietà benefiche che si sono andate scoprendo. 
Il cioccolato fondente risulta avere diverse proprietà ed effetti benefici: 
  • effetto cardio-protettivo. Grazie al suo contenuto in flavonoidi, dotati di un elevato potere antiossidante, capaci di impedire l’ossidazione del colesterolo cattivo (LDL) da parte dei radicali liberi; ricco di epicatechina, una sostanza che agisce sulle fibre muscolari del cuore consentendo alle arterie di mantenersi flessibili e dilatate. La capacità delle arterie di mantenersi aperte e dilatate, è la qualità che consente ddi limitare i rischi di pressione alta, ictus e infarti;
  • anticoagulante. I flavonoidi contenuti nel cioccolato, impediscono che le piastrine formino dei coaguli responsabili della formazione dei trombi;  
  • capacità antiossidanti. Per godere di questo effetto di protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari, è necessario mangiare giornalmente 6g di cioccolato fondente, con almeno il 70% di cacao;
  • capacità antinfiammatorie. Ad esempio può essere utile per curare la tosse, grazie alla presenza della teobromina, la quale, non presenta effetti collaterali, né a livello del sistema cardiovascolare né nervoso; 
  • effetto drenante. La teobromina stimola anche la funzionalità renale, favorendo la diuresi, quindi, ha un valido effetto drenante; 
  • proprietà antidepressive. Il cioccolato infatti stimola la secrezione delle endorfine, sostanze che influiscono sull'umore dandoci una maggiore sensazione di benessere.
  • riduce la pressione sanguigna nel fegato. Secondo una recente ricerca condotta in Spagna, il cioccolato avrebbe la capacità di ridurre la pressione sanguigna nel fegato, apportando quindi anche benefici ai malati di cirrosi epatica. 
  • utile contro la pressione bassa. La ricchezza in magnesio (80mg/100g di cioccolato fondente), infatti, rende il cioccolato fondente adatto ai soggetti che tendono ad avere la pressione bassa;
  • utile contro i crampi. Sempre grazie alla ricchezza in magnesio, risulta d'aiuto per gli sportivi, soprattutto se hanno la tendenza a soffrire di crampi muscolari. 
  • utile contro l'animia. La ricchezza in ferro (2mg/100g di cioccolato fondente) può risultare benefica per i soggetti anemici e alle donne che hanno un flusso mestruale abbondante;
  • protegge dai raggi UV. Secondo recenti studi inglesi, consumare giornalmente del cioccolato fondente aiuterebbe a proteggere la pelle dagli effetti nocivi dei raggi UV grazie alla ricchezza in antiossidanti; 
  • migliora il grado di idratazione della pelle;  
  • previene l’insorgenza di eritemi. 
Per sfruttare pienamente quest’azione benefica sulla pelle, oltre a mangiarlo, si può usare il cioccolato per preparare una maschera che renderà la pelle del viso più elastica e idratata. 
Per preparare la maschera: sciogliere a bagno maria un cucchiaino di miele; toglierlo dal fuoco e aggiungere un cucchiaio di yogurt bianco, un cucchiaino di cioccolato amaro, un paio di gocce di olio essenziale di mandorla, o rosa, e mescolare, fino a ottenere una crema omogenea. 
Applicare sul viso e lasciare in posa fino a quando la maschera non si sarà asciugata. 
Rimuovere con acqua tiepida. 

Ma purtroppo il cioccolato ha anche delle controindicazioni. Infatti il suo consumo è sconsigliato a persone che soffrono di:
  • gastrite; 
  • reflusso gastroesofageo;
  • coliche;
  • ulcere;
  • emicrania;
  • calcoli ai reni: l’acido ossalico presente nel cioccolato forma insieme al calcio dei sali insolubili che si depositano principalmente a livello renale.
Nonostante le numerose proprietà che il cioccolato fondente mostra avere, non bisogna dimenticare che rimane comunque un alimento estremamente calorico e non bisogna abusarne! Quindi mangiate giusto un quadratino al giorno di cioccolato extra fondente con almeno il 70% di cacao. 




domenica 1 marzo 2015

Torta diplomatica (246,20 Kcal a porz.)



I party non finiscono mai! Questa settimana abbiamo organizzato un piccolo Goodbye-party, dal momento che, con la fine del semestre, partiremo tutti per vacanze e rientri in patria vari. Come sempre, io ho l'onore e l'onere di preparare la torta di rito (ormai credo sia diventata una sorta di tradizione consolidata! xD).
Per l'occasione mi sono voluta cimentare nella preparazione di un dolce da pasticceria mignon che adoro: il diplomatico.
Devo dire che, pur non essendosi rivelato estremamente impegnativo dal punto di vista tecnico (a meno che non vogliate prepararvi da soli la sfoglia), sicuramente è un dolce la cui preparazione richiede parecchio tempo.
Io qui ve lo propongo in versione torta, ma decisamente poco light, perché, essendo la mia prima volta con questo dolce, ho preferito evitare esperimenti che si sarebbero risolti in disastri irrimediabili! Ma non temete, ho adorato così tanto questa torta che ne farò una versione con meno calorie da poter mangiare con meno sensi di colpa! ;)  
Le calorie inoltre si riferiscono alla torta divisa in 22 fette. Se eliminate la decorazione esterna con la panna (che il diplomatico effettivamente non prevede) le calorie scendono a 211,23.
Io purtroppo ho dovuto farla, perché una delle due sfoglie si era gonfiata in modo irregolare, quindi gli strati a nudo erano bruttini di vedere! :(

Ingredienti: 

  • 2 rotoli di sfoglia pronta rotonda: 
  • zucchero a velo q.b.
  • cioccolato fondente fuso q.b. 

Per il pan di Spagna: stampo 24 cm                        cottura: 180° per 40 min

  • zucchero: 100 gr 
  • uova: 4 
  • maizena: 75 gr 
  • farina 00: 75 gr 
  • sale 1 pizzico 
  • vaniglia: mezza fialetta di essenza di vaniglia
  • lievito mezza bustina 

Per la crema diplomatica:


  • 2 tuorli 
  • latte di soia: 500 ml 
  • maizena: 50 gr 
  • zucchero: 50 gr + 10 tic  
  • essenza di rum: qualche goccia (facoltativo)
  • vaniglia: restante metà della fialetta di essenza di vaniglia
  • panna fresca: 200 ml 
  • zucchero a velo: 20 gr  

Per la bagna: 
100 ml di acqua; 100 gr di zucchero;  essenza di rum: quasi mezza fialetta

Per la decorazione (facoltativa):
panna fresca: 200 ml ;
qualche goccia di essenza di rum
zucchero a velo: 20 gr
cioccolato fondente grattugiato q.b.

Il pan di Spagna: Io vi consiglio di preparare il pan di Spagna la sera prima, così guadagnerete in tempo. 
Cominciate con il separare i tuorli e gli albumi. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e gonfio di colore giallo chiaro, versando la mezza fialetta di essenza di vaniglia. Unite gli albumi montati a neve, mescolando con una spatola dall'altro verso il basso cosicché il composto non si smonti. Per ultimi aggiungete la farina, la maizena e il lievito setacciati insieme, mescolando il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Oleate appena e infarinate uno stampo rotondo da 24 cm e versate l'impasto. Infornate in forno preriscaldato a 180° per almeno 35-40 minuti senza mai aprire il forno nella prima mezz'ora di cottura. Fate sempre la prova stecchino. Non verrà un pan di Spagna altissimo, perché le dosi sono per ottenere l'unico strato che ci serve. Lasciatelo intiepidire, sformatelo, pareggiatelo e tagliate via la crosta dei bordi.

Le sfoglie: stendete leggermente con un mattarello la pasta sfoglia. Poggiatevi sopra il pan di Spagna e ricavatene un cerchio della stessa misura. Trasferite il tondo di sfoglia su una leccarda ricoperta di carta forno e bucatele abbondantemente con i rebbi di una forchetta: è importante che non si gonfi eccessivamente. Cospargetela di zucchero a velo (che serve a caramellizzarla) e infornatela a forno statico a 180° per ca. 15 minuti, fino a quando la sfoglia sarà ben cotta e di un colore bruno, dato dallo zucchero caramellizzato. Fate lo stesso anche per la seconda sfoglia. 
Mentre la sfoglia è ancora calda, spennellatela, sul lato che andrà a contatto con la crema, con il cioccolato fondente fuso per impermeabilizzarla, così da evitare che diventi molliccia e gommosa.
Se volete decorare la sommità della torta con la panna, o della crema, invece che con del semplice zucchero a velo, allora impermeabilizzate entrambi i lati del disco che userete per lo strato superiore.

La crema: riscaldate il latte con la restante metà di essenza di vaniglia e qualche goccia di essenza di rum. In una ciotola sbattete i tuorli e lo zucchero, quindi unite la maizena, fino ad ottenere un composto omogeneo. Versate a filo il latte riscaldato sul composto, amalgamando con la frusta velocemente, in modo che non si formino grumi. Rimettete il composto sul fuoco e mescolate continuamente fino a che la crema non si sarà addensata. Lasciate raffreddare la crema pasticcera con un foglio di pellicola a contatto. 
Montate la panna fino quando avrà raggiunto una consistenza corposa e aggiungete lo zucchero a velo, continuando a frullare: deve essere ben ferma. Quando la crema pasticcera sarà completamente fredda (la troverete piuttosto soda e budinosa, ma se non fosse così, con l'aggiunta della panna diverrebbe troppo liquida) unite la panna alla crema pasticcera, mescolando dall'alto verso il basso, fino a raggiungere un crema liscia, spumosa e omogenea. (Io consiglio di lasciare da parte 2 cucchiai circa di panna e aggiungerli solo se necessario, per evitare che la crema sia troppo fluida). 

La bagna: fate sciogliere in un pentolino lo zucchero nell'acqua fino ad ottenere uno sciroppo denso. Quando si sarà intiepidito, aggiungete l'essenza di rum e bagnate abbondantemente il pan di Spagna.

Assemblaggio: poggiate sul vassoio da torta il primo disco di sfoglia, con il lato coperto di cioccolato rivolto verso l'alto, e stendete uno strato di crema. A questo punto, ponetevi sopra il disco di pan di Spagna, precedentemente inumidito con la bagna, e spalmate un secondo strato di crema. Completate con il secondo disco di sfoglia con lo strato di cioccolato rivolto verso il basso, a contatto con la crema. Decorate la torta spolverizzando la sommità con dello zucchero a velo, oppure decorate con la panna (e in questo caso è bene che abbiate impermeabilizzato entrambi i lati dell'ultimo disco di sfoglia).
Io ho aggiunto giusto 3/4 gocce di essenza di rum anche alla panna per la decorazione e ho cosparso con del cioccolato fondente grattugiato.

mercoledì 25 febbraio 2015

Cake pops last minute.



Quando ho preparato la mia prima (Red) Velvet cake (che trovate QUI), mi era avanzato del pan di Spagna. In dispensa, avevo anche degli zuccherini colorati reduci da altre torte e dolci.
Avendo quella sera il party per il capodanno cinese, mi sono detta: perché non realizzare delle cake pops last minute tutti insieme?! 
Le ho preparate in modo davvero facile e veloce, ma il risultato e stato sorprendente!! Tutti si sono divertiti a decorarle e le hanno adorate! Anche se magari non sono venute fuori tutte perfette! xD 

Ingredienti: 
  • pan di Spagna avanzato 
  • confettura light che più vi piace (io ho usato quella di albicocche)
  • cioccolato che preferite: bianco, a latte, o fondente. 
  • zuccherini colorati, scaglie di cocco, granella di nocciole, ecc..
  • bastoncini di plastica (o stecchini di legno)
Prendete il pan di Spagna avanzato, rompetelo in tanti piccoli pezzi dentro una grande ciotola e sbriciolatelo con le mani. 
Aggiungete la confettura, un cucchiaio alla volta, e impastatela con le mani insieme al Pan di spagna, fino ad ottenere un composto compatto e modellabile (a me ne sono bastati 2 cucchiai, ma tutto dipende dalla quantità di pan di Spagna a disposizione). 
A questo punto, formate delle palline, disponetele su una placca (o un vassoio) ricoperta di carta forno e mettetele in freezer per 15 minuti ca.: le palline devono essere sode, ma non congelate. Oppure potete metterle in frigo per qualche ora (io le ho lasciate per circa 3/4 ore).

Una volta che le palline si saranno rassodate, sciogliete il cioccolato a bagnomaria, immergetevi la punta dei bastoncini di blastica (io non li avevo e ho usato gli stecchini grandi di legno), per circa 2 cm, e inseriteli fino al centro delle cake pops. Adesso immergete verticalmente, con un unico movimento, le cake pops nel cioccolato fuso, premurandovi che la copertura arrivi ad unirsi fino alla base dello stecchino. Lasciate colare il cioccolato in eccesso scuotendole delicatamente, o inclinandole di lato. 
Quando il cioccolato in eccesso sarà colato via, decorate le cake pops con gli zuccherini colorati, granella di nocciole, scaglie di cocco e con quello che più vi piace! usate pure la fantasia! 

Per ultimo lasciate le cake pops ad asciugare infilzandole su una base di polistirolo (io non avevo nemmeno questo e le ho infilzate in 3 grandi mele). Potete anche metterle ad asciugare in frigo per accelerare i tempi. 

martedì 24 febbraio 2015

Unconventional Kitchen. Ricetta siciliana: Melanzane ripiene light version (291,34 kcal a porz.)

Ritorniamo in terra di Sicilia con le Melanzane ripiene.
Questo è un piatto che nella mia famiglia può dirsi in qualche modo tradizionale, uno dei grandi classici della nostra tavola.
Quando eravamo bambini nostra nonna ce lo proponeva come secondo piatto, nel tempo però è diventato sempre più un piatto unico, accompagnato con l'immancabile pane.
Oggi  ve ne propongo una versione low calories come piatto unico, consigliandovi di accompagnarlo con un po' di pane (50 gr).
E' un piatto davvero facile da preparare, non occorrono grandi abilità culinarie per realizzarlo, solo un po' di pazienza! ;) Quindi anche i miei amati piromani e portatori di distruzione posso cucinarlo senza problemi!

Ingredienti per 2 persone:               cottura in forno: 200° per 20 min. 

  • 1 melanzana grande (200 gr circa) 
  • piselli lessati: 100 gr 
  • carne macinata di pollo: 200 gr  
  • 1 uovo sodo  
  • pangrattato 2 cucchiai /30 gr  
  • 1 cucchiaio di olio evo/ 8 gr 
  • 2 cucchiai parmigiano/ 30 gr 
  • sale e pepe q.b.

Prendete la melanzana e dividetela a metà per il lato lungo. Con uno scavino, o un cucchiaio, estraete la polpa della melanzana, lasciando la buccia integra a formare una calotta che useremo come "contenitore". Una volta eseguita l'operazione, tagliate la polpa a cubetti e mettetela ad appassire in
una padella antiaderente con appena un goccio d'olio e sfumando con dell'acqua. Nel frattempo tostate il pan grattato.

Quando le melanzane saranno quasi completamente cotte, aggiungete nella padella i piselli, la carne macinata, salate, pepate e cuocete tutto insieme nella padella.
A cottura praticamente ultimata, aggiungete il cucchiaio di olio, il pangrattato (lasciandone un po' da parte per la cottura in forno), il parmigiano e l'uovo sodo tagliato a pezzetti, amalgamando il tutto.
Quando il composto si sarà intiepidito, prendete le calotte di melanzana vuote e riempitele, completando con una spolverata di parmigiano e pangrattato.

Infornate, nel forno preriscaldato, a 200° per 20 min. Questo vale per il mio forno, voi dovrete regolarvi con i vostri: il punto è cuocere la buccia che funge da contenitore, formare una crosticina sulla sommità delle melanzane ripiene e ultimare la cottura della farcia.

Potete servirle calde appena sfornate, o tiepide, quasi fosse un piatto freddo. Io le preferisco tiepide, ma ciascuno ha i propri gusti! ;)
Guten Appetit!



lunedì 23 febbraio 2015

Rubrica: Ma che dici davvero??!! Il limone.

Il Limone. 

Il sud Italia è il regno degli agrumi e il limone ne è il re. Dubito fortemente che esistano limoni in grado di rivaleggiare con i famosi limoni di Sorrento, o quelli di Sicilia. 

Nella cucina italiana il limone è sicuramente tra gli ingredienti più utilizzati, tanto nel dolce quanto nel salato. Perché allora non provare a scoprire quali sono le proprietà benefiche del re degli agrumi?

Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi.
E' il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, essenziale per il ricambio energetico delle cellule. 
Il limone è particolarmente ricco di vitamina C; ha un discreto apporto di vitamine del gruppo B e della vitamina P; contiene citrati di sodio e di potassio, fortemente depurativi; mentre nella scorza si trova un’altissima quantità di flavonoidi.
I principali benefici del limone: 
  • Riduce i livelli di colesterolo e contrasta l’arteriosclerosi: grazie all'azione fluidificante dei citrati di sodio e di potassio. Se bevuto abitualmente e in quantità significative, il succo di limone aumenta i livelli di colesterolo HDL, il cosiddetto ‘colesterolo buono’ e abbassa il livello di colesterolo LDL, ‘quello cattivo’; 
  • riduce i livelli di omocisteina, messa in relazione con alti rischi d’infarto; 
  • combatte reumatismi, artrite e gotta; 
  • l’acido citrico ha un effetto depurativo;
  • allevia i sintomi di mal di gola, raffreddore e influenza. In caso di mal di gola, fare gargarismi con il succo di limone allevia l'infiammazione; in caso di naso otturato, instillare alcune gocce di succo di limone direttamente nelle narici aiuta a liberare le vie respiratorie.
  • aiuta a digerire i grassi: il limone si è dimostrato utile a chi ha tendenza a formare calcoli alla cistifellea; 
  • cura le affezioni della pelle: per le sue proprietà antivirali e antisettiche, il succo di limone favorisce la guarigione in caso di verruche, foruncoli, vescicole, afte, pustole, ferite e piaghe;
  • disinfetta. In caso di punture d’insetti è utile strofinate sulla zona interessata una fettina di limone.
  • il succo di limone ammorbidisce la pelle e la nutre con gli oligoelementi di cui è ricco. Inoltre, grazie al suo contenuto di vitamina C, di acidi citrico e malico, la tonifica, riduce la secrezione di sebo e mantiene la giusta acidità. 
  • l’acido citrico contenuto nel frutto favorisce l’assimilazione del calcio da parte dell’intestino. 
Bere un bicchiere di acqua con il succo di mezzo limone al giorno, risulta essere una buona abitudine portatrice di altrettanti benefici. 
  •  Migliora la digestione. Il succo di limone stimola la produzione della bile da parte del fegato, necessaria nel corso della digestione. I limoni sono infatti ricchi di vitamine e di sali minerali, che aiutano ad espellere le tossine accumulatesi nel tratto digerente, contribuendo ad alleviare i sintomi della digestione, quali bruciore di stomaco e gonfiore;
  • stimola il sistema immunitario. I limoni presentano un elevato contenuto di vitamina C, utile nel contrastare e nel prevenire l'influenza, che risulta anche migliorare l'assorbimento del ferro da parte dell'organismo;
  • purifica la pelle. La vitamina C e gli antiossidanti contenuti nel limone aiutano a contrastare i danni provocati dai radicali liberi e la formazione delle rughe. Inoltre la natura alcalina della vitamina C uccide alcune tipologie di batteri responsabili dell'acne; 
  • regola il pH. I limoni sono tra gli alimenti più alcalinizzanti e l'acido citrico in essi contenuto, una volta metabolizzato, non crea acidità nel corpo. L'Acido citrico e la vitamina C contribuiscono inoltre a ridurre i livelli di acidità del sangue;
  • idratazione. Bere l'acqua e limone contribuisce all'idratazione dell'organismo e supporta il sistema linfatico. Un organismo poco idratato, può presentare sintomi quali stanchezza, scarse difese immunitarie, stress, mancanza di chiarezza mentale e di energia, pressione alta o troppo bassa, insonnia e stitichezza.
  • depurativa e diuretica. Aiuta l'organismo a liberarsi delle tossine, perché stimola la diuresi, cosicché le tossine vengano espulse più rapidamente, garantendo la salute dell'apparato urinario. L'acido citrico inoltre contribuisce a massimizzare la funzione degli enzimi che stimolano il fegato e aiutano il corpo a disintossicarsi;
  • guarigione. La vitamina C contenuta nel succo di limone stimola la guarigione delle ferite e possiede proprietà anti-infiammatorie; 
  • rinfresca l'alito. 
  • aiutano a liberarsi dal mal di denti e dalla gengivite. L'acido citrico contenuto nei limoni però può erodere lo smalto naturale dei denti. Perciò è consigliabile attendere un po' di tempo prima di lavare i denti, dopo aver bevuto acqua e limone, o di lavarli prima di berla;
  • dimagrire. I limoni sono ricchi di pectina, una fibra che aiuta a contrastare la fame improvvisa.
Il limone non sembra presentare alcun particolare effetto negativo, pare proprio sia "tutta salute". 


domenica 22 febbraio 2015

Red Velvet Cake (253,50 kcal a porz.). Ricetta Ernst Knam (modificata)


La mia prima (Red) Velvet cake, realizzata per festeggiare il capodanno cinese con amici e coinquiline asiatici e non!
Perché Red è messo tra parentesi? Perché, come potete ben vedere, nonostante io abbia usato il colorante, la torta non è affatto diventata rossa! Evidentemente i coloranti liquidi tedeschi sono molto blandi, chi lo sa! Ma in ogni caso la torta era così buona che ho deciso di postarvi lo stesso foto e ricetta. 
La base è un pan di Spagna al cacao aromatizzato alla vaniglia, a cui io ho aggiunto qualche goccia di vaniglia-bourbon dal gusto più deciso, farcita con una cream-cheese-frosting al limone.
Ho usato di base la ricetta di Ernst Knam, modificandola giusto un pelo per cercare di diminuire un po' calorie e grassi, ma non è una ricetta veramente light. Per quella dovrete aspettare il mio secondo tentativo/esperimento! ;) 
Per ottenere una fetta 253,50 Kcal. dividete la torta in 22 fette uguali. 

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:          cottura: 175° per 35° min.
  • margarina light: 150 gr (io ho usato un burro light con ancora meno calorie, che temo in italia non ci sia) 
  • farina 00: 370 gr 
  • zucchero: 300 gr
  • uova: 3 (120 gr)
  • sale: 5 gr / un cucchiaino 
  • 2/3 di fialetta di essenza di vaniglia (poco più di metà fiala) + qualche goccia di vaniglia-bourbon (5/6 gocce per me)
  • colorante rosso: 30 ml (magari con quelli italiani funziona)
  • cacao amaro in polvere: 50 gr
  • yogurt di soia: 300 gr 
  • lievito per dolci: una bustina (io ne usato una bustina e mezza per essere sicura lievitasse abbastanza da ottenere 3 piani)
  • aceto di mele: 25 ml
Per la cream-cheese-frosting: 
  • formaggio cremoso light: 350 gr
  • margarina light: 100 gr
  • zucchero a velo (vanigliato, se volete): 150 gr
  • scorza grattugiata di un limone
  • succo di limone q.b.(io ne ho messo una spremuta abbondate. Assaggiate la crema e aggiungete a piacere)

Setacciate insieme la farina, il cacao e il sale.
Cominciate a lavorare il burro ammorbidito (io lo passo giusto qualche secondo al microonde) con lo zucchero, fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso. Non abbiate fretta e lavoratelo tutto il tempo necessario. Quando lo avrete ottenuto, incorporate una alla volta le uova: aggiungete il successivo uovo solo quando il precedente sarà completamente assorbito. Quando avrete usato tutte le uova, aggiungete le essenze di vaniglia e il colorante. 
A questo punto cominciate ad aggiungete la farina setacciata con il cacao un cucchiaio alla volta, alternandola con lo yogurt e premurandovi che non si formino grumi. Quando avrete finito tutta la farina e lo yogurt, aggiungete l'aceto e per ultimo il lievito. Eseguite tutto il procedimento senza mai smettere di frullare con lo sbattitore (se avete una planetaria è più comodo ovviamente). 
Imburrate e infarinate una stampo da 24 cm, versate il composto e infornate a 175° per 35° ca. Ovviamente tutto dipende sempre dal vostro forno: tenete d'occhio la torta e fate sempre la prova stecchino.
Fate intiepidire e ricavate 3 dischi di uguale spessore. Pareggiateli all'interno, riducete in briciole gli eccessi ottenuti e metteteli da parte per la decorazione.

Per essere sicura di tagliare il pan di Spagna in maniera dritta, ho inciso con un coltello, per l'intera circonferenza, i tre strati, ho incastrato nelle incisioni un filo di nylon (quello da pesca sottile va bene), ho incrociato le estremità e ho tirato fino a tagliare tutto il pan di Spagna. Eseguite l'operazione quando è ancora tiepido e lasciate raffreddare completamente con i 3 dischi già tagliati. 

Per la cream-cheese-frosting: montate il burro con lo zucchero a velo, e quando avrete ottenuto un composto omogeneo incorporate il formaggio spalmabile, la scorza e il succo di limone. 

Per montare la torta: spalmate uno strato sottile di crema sui bordi dei dischi per farvi aderire le briciole e poi farcite la torta alternando un disco di pan di Spagna con l'aggiunta del frosting. Decorante l'ultimo strato con uno strato di frosting e le briciole di pan di Spagna.


sabato 21 febbraio 2015

Impariamo il siciliano: sdilluvio.

Chiedo scusa ai miei allievi per la scorsa settimana, ma impegni vari mi avevano impedito di scrivere la nuova lezione per il nostro corso di siciliano.
Oggi illustreremo il significato del sostantivo, nonché del verbo, sdilluvio/sdilluviare. 

Lo sdilluvio, e di conseguenza l'atto dello sdilluviare, è quella condizione atmosferica che prevede la caduta di liquido incolore e inodore dalla volta celeste, ovvero: pioggia/piovere. 
Gli studi etimologici condotti hanno accertato come la parola sdilluvio derivi dall'italiano diluvio, avendone anche lo stesso significato: caduta massiccia di pioggia. 

Il nativo siceliota non è abituato ad aventi atmosferici di questo tipo e vive la pioggia come una vera e propria disgrazia, un grande male da scongiurare. Questa condizione di malessere interiore, causata dal piovere, è poi aggravata dal suo muoversi ad energia solare: no sole, no party. 
E così che nel tempo, il termine sdilluvio è passato ad indicare la caduta di acqua dalla volta celeste di entità non solo considerevole, ma anche di portata decisamente più limitata (là dove il resto del mondo dirà semplicemente "piove", il siciliano dirà "sdilluvia"). 

Il forestiero sentirà sempre il nativo trinacriota pronunciare il termine con terrore misto a irritazione, vedrà il traffico cittadino ingorgarsi senza alcun motivo apparente, il numero di autovetture in circolo superare inspiegabilmente di gran lunga quello totale dei cittadini, scene di panico, gente andare fuori di testa: la pioggia è catastrofe, portatrice di caos, nonché di una pigrizia che non può essere sconfitta. 

Essendo il siciliano estremamente sensibile allo sdilluviare, qualora il forestiero lo sentisse pronunciare il termine in riferimento ad una pioggia di limitata entità, è estremamente sconsigliato farglielo notare con espressioni che minimizzino l'evento, del tipo "ma va, sono due gocce d'acqua": pena la crisi isterica del siciliano che si abbatterà su di voi inarrestabile e impietosa come la distruzione su Sodoma e Gomorra. 
In questi frangenti si consiglia vivamente di empatizzare con il disagio e il malessere del siculo, imprecando e pregando insieme per il ritorno dell'amato sole e, nel giro di una decina di minuti, vi ritroverete al bar a bare un caffè insieme come foste amici di vecchia data.

E anche la lezione di oggi si è conclude qui, che mentre scrivo fuori sdilluvia! Buon week end a tutti, a belli e brutti, 'e longhi e curti!

Sicilia, Gela: Lido "La Conchiglia".

giovedì 19 febbraio 2015

Ricetta light: Piadina homemade (290,72 kcal. 1 piad.)

Qualche giorno fa avevo una voglia matta di piadina, ma troppo pigra per andare al supermercato a comprarle. Quindi mi sono detta: perché non farla a casa, sana e genuina? Che ci vorrà mai?! 
E in effetti non ci vuole proprio nulla! E' facilissimo e velocissimo, non bisogna farle lievitare e si cuociono in padella! Anche i miei adorati cuochi pasticcioni possono benissimo farla! <3
Oltre ad essere uno sfizioso piatto unico, si presta bene anche come pranzo da asporto.

Come sempre il bicchiere è quello della Nutella. 

Ingredienti per 3 piadine medie:

  • Farina 0: 150 gr / un bicchiere colmo + 1 cucchiaio abbondante (511,5 kcal.)
  • latte di soia: 80 ml / meno di mezzo bicchiere (se necessario aggiungete)(25,5 kcal.)
  • olio evo: 25 ml / 2 cucchiai (144,16 kcal)
  • bicarbonato: 1/2 cucchiaino 
  • un pizzico di sale
Per farcire:

  • 2 carote /100 gr (35 kcal.)
  • 1 pomodoro /100 gr (15 kcal)
  • speck magro con il 50% di grassi in meno: 80 gr / 6 fette  (96 kcal.)
  • 1 cucchiaino di olio (45 kcal)
  • sale q.b.
Mischiate insieme il pizzico di sale e il bicarbonato con la farina e creare la classica fontana, Versate al centro il latte, olio e cominciate ad impastare, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo non troppo morbido. Dividete l'impasto in 3, cospargete con un po' di farina un piano da lavoro e il mattarello e stendete la pasta cercando di dare una forma rotonda, non troppo sottile.
Mettete a scaldare una padella antiaderente. Nel frattempo pelate le carote e con un pela patate tagliate dei lunghi riccioli; affettate i pomodori e condite tutto con il cucchiaino di olio e e il sale.
Quando la padella sarà ben calda, mette a cuocere una piadina a fuoco medio-basso. A metà cottura aggiungete 2 fette di speck, il pomodoro e le carote a riccioli. Piegate a metà e completate la cottura, girando la piadina da entrambi i lati. Fate lo stesso per le altre 2 piadine.

Facile no?!
E come sempre ricordate: low calories, less fat!





martedì 17 febbraio 2015

Unconventional Kitchen. Ricetta light: Caprese di finocchi e arance (144,74 kcal) con pane integrale (115 kcal)


Diciamocelo, la caprese standard sarà anche buona, ma con la mozzarella è un vero scempio di calorie e soprattutto grassi! Senza contare che le solite insalate, o capresi, cominciano proprio a stufarmi (e sono pure intollerante ai latticini). E allora, memore della tradizionale insalata di arance che abbiamo in Sicilia, mi sono detta "perché non provare ad unire il finocchio?"
L'esperimento è andato così bene che ho deciso di farvene dono con la ricetta, davvero facilissima e velocissima. Così veloce che impiegherò più tempo a scrivere questa introduzione, che la ricetta in sé!
Basta aggiungere 50 grammi di pane integrale e può benissimo essere un piatto unico, o un pranzo da asporto. In questo caso le calorie complessive saranno 249, 74. 

Ingredienti per una porzione: 
  • 1 finocchio 
  • un'arancia (meglio se quelle rosse di sicilia) 
  • 2 cucchiaini di olio evo 
  • 2 cucchiaini di aceto di mele
  • sale q.b.
  • 50 grammi di pane integrale
Prendete il finocchio, tagliate via il ciuffo, lavatelo, e tagliatelo a rondelle sottili. Prendete l'arancia, sbucciatela e tagliatela a rondelle non troppo sottili. Componete la caprese su un piatto da portata e condite con l'olio, l'aceto e il sale. 
Guten Appetit!
E ricordate: low calories, less fat! ;) 


lunedì 16 febbraio 2015

Rubrica: Ma che dici davvero??!! Il Caffè.

Il caffè. 


Una leggenda narra che un giorno in Etiopia le greggi del pastore Kaldi, mentre erano al pascolo, incontrarono una pianta di caffè e cominciarono a mangiarne le bacche e a masticarne le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo ciò il pastore ne scoprì la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, le macinò e ne fece un'infusione, ottenendo il caffè.
Un'altra leggenda ha come protagonista il profeta Maometto il quale, sentendosi male, ebbe un giorno la visione dell'Arcangelo Gabriele che gli offriva una pozione nera (come la Sacra Pietra della Mecca) creata da Allah, che gli permise di riprendersi e tornare in forze. 

Esiste anche una leggenda che narra di un incendio in Abissinia di piante selvatiche di caffè che diffuse nell'aria il suo fumo per chilometri e chilometri di distanza.

In Italia, più che una semplice bevanda, è un vero e proprio rito quotidiano, praticato con attenzione maniacale almeno 3 volte al giorno, tutti i giorni. Quella del caffè è per l'abitante italiota una vera religione, la nona via del buddhismo, l'essenza delle sue giornate: toglietegli tutto, ma non il suo caffè! 

Nello stivale si consumano litri e litri di caffè al giorno, ma quali sono le proprietà della bevanda nera dall'origine esotica? Scopriamolo insieme.

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota è la caffeina. 

La caffeina presenta diversi effetti:
  • in dosi limitate, stimola la corteccia cerebrale, acuisce la concentrazione e la capacità di attenzione;
  • aumenta la diuresi;
  • stimola la secrezione gastrica e quella biliare (si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione);
  • ha un effetto tonico e stimolante sulla funzionalità cardiaca e nervosa (effetto energetico);
  • favorisce il dimagrimento.  La caffeina, infatti, stimola l'utilizzo dei grassi a scopo energetico, aumentando la quantità di calorie bruciate;
  • assunta in dosi massicce diminuisce l'appetito; 
  • è associata ad una riduzione dell’incidenza di alcuni tumori fra cui quello alla prostata e al colon-retto; 
  • ha un'azione dilatatrice dei bronchi, che nei soggetti asmatici potrebbe risultare benefica, se assunta nelle giuste dosi.
Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte sostanze, il cui ruolo benefico sull'organismo non è ancora stato accertato. In particolare, sono state individuate diverse componenti dalle proprietà antiossidanti, antimutagene e antinfiammatorie.
Tuttavia esse sono in una percentuale tale da essere insufficienti per compensare i rischi derivanti da un consumo elevato di caffè.
L'assunzione di caffeina in dosi eccessive provoca: 


  • bruciore, acidità, esofagite, soprattutto se assunto a digiuno;
  • insonnia;
  • tachicardia, sbalzi di pressione e tremori, anche nelle persone sane;
  • danni al sistema digerente, per via dell'elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco. Il caffè è quindi controindicato se si soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera; 
  • l'effetto tonico e stimolante sulla funzionalità cardiaca e nervosa, può essere dannoso per persone che soffrono di insonnia e ipertensione;
  • un effetto inibitorio sull'assorbimento di calcio e ferro, che può favorire l'insorgere di anemia e osteoporosi; 
Inoltre:
  • l'effetto dimagrante è annullato se al caffè viene aggiunto zucchero (20 kcal per cucchiaino) o del latte (10 kcal in più nel latte macchiato);
  • tutti gli effetti negativi peggiorano se associato al consumo di alcol e fumo.
Si consiglia dunque di fissare un limite di tre tazzine di espresso al giorno.
In gravidanza si consiglia di limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto.


A questo punto, come sempre, a voi la scelta! 




domenica 15 febbraio 2015

Ricetta siciliana: Pasta 'ncasciata della nonna.

Oggi è domenica e come ogni domenica, nella mia amata terra greca di Trinacria, si fa il pranzo in famiglia, spesso e volentieri dalle nonne.
Oggi, presa dalla nostalgia di casa trovandomi in terra teutonica, ho deciso di cucinare per pranzo un primo piatto che la mia adorata nonna materna usava cucinare per noi nipoti (e quando dico "usava cucinare", intendo almeno 2 volte a settimana!). Stiamo parlando della nostra famosa Pasta 'ncasciata, o Pasta fritta con il broccolo (che in realtà è il cavolfiore, ma noi lo chiamiamo broccolo!) 
E' un primo piatto davvero ricco, per niente light, ma proprio neanche un po' (e infatti non vi scrivo le calorie che è meglio!) e non apporterò nessuna modifica alla ricetta originale di nonna per renderlo più light, sia per ragioni affettive, sia perché mi piace da morire così, con tutte le sue calorie, che in questo caso sono tutte salute!! 
Io ne sono la prova: da bambina mia nonna la cucinava almeno 2 volte a settimana, per metà della mia vita ho pranzato sei giorni a settimana da lei e oggi entro comodamente in una taglia 40! E lo stesso vale per fratelli e cugini: siam venuti su tutti fighi e snelli! 
Quindi preparatela e fatela mangiare ai vostri bambini e nipoti! E poi è davvero facilissima da fare! 

Eccovi la ricetta tramandata per generazioni nella nostra famiglia: 

Ingredienti per una persona: 

  • Pasta ditali grandi: 90 gr. (quelli che vedete in foto sono troppo grandi, ma devo ringraziare gli dèi di aver trovato almeno quelli da queste parti!) 
  • cavolfiore: 100 gr ca. (io in realtà vado sempre ad occhio)
  • parmigiano
  • 1 uovo
  • una noce di burro/margarina
  • sale e pepe
Prendete l'uovo, sbattetelo con sale, pepe, una spolverata di parmigiano e mettetelo da parte. 
Lessate il cavolfiore in abbondante acqua salata. Una volta lessato, schiacciatelo per bene con una forchetta fino ad ottenere una poltiglia. Mettete a scaldare una padella con un giro di olio evo e soffriggetelo a fiamma media. 
Nel frattempo cuocete la pasta e aggiungete un po di acqua di cottura nella padella con il cavolfiore, continuando a farlo andare sempre a fiamma media, fino a quando non otterrete una pappetta umida; a quel punto spegnete il fornello.
Scolate la pasta al dente,unitela al cavolfiore nella padella, aggiungete la noce di burro e a fiamma media cominciate ad amalgamare il tutto. Quando il cavolfiore sarà bene amalgamato con la pasta, aggiungete l'uovo sbattuto, cercando di distribuirlo equamente, e cominciate a friggere ed amalgamare tutto. 
Quando l'uovo avrà cominciato a rapprendersi, aggiungete una buona dose di parmigiano e continuate a friggere. E a friggere. E a friggere. E a friggere. Fino quando non vedrete il cavolfiore e l'uovo formare una crosticina attorno alla pasta. 
Quando la crosticina si sarà formata la vostra pasta 'ncasciata sarà pronta per essere gustata! 
Che vi avevo detto?! Non è facilissimo?! Anche i miei amati aspiranti piromani e distruttori in cucina possono farlo <3!! 
Guten Appetit! 


Se foste nuovi di queste parti vi invito a leggere il post di presentazione di Unconventional Kitchen, così che tutto vi sia più chiaro!;) 

sabato 14 febbraio 2015

Mini Gateau di patate (195 kcal a porz.) Ricetta antipasto light.

Buongiorno Gente. Oggi è sabato e avrebbe dovuto essere il giorno de Impariamo il siciliano, ma non ho avuto tempo di scrivere la lezione di oggi, quindi vi posto una ricettina veloce veloce, facile facile, per un antipasto o aperitivo!

Ingredienti per 3 tortini:

  • 3/4 patate grandi (300 gr ca.) 
  • parmigiano grattugiato: 40 gr / 3 cucchiai
  • 2 fette di speck magro con il 50% di grassi in meno
  • 3  cucchiaini di parmigiano grattugiato (15 gr) (capirete il perché delle dosi separate)
  • pangrattato
  • 3 fettine sottili di Galbanino (per 20 gr)
  • sale e pepe q.b.


Fate bollire per bene le patate in abbondante acqua salata, pelatele e schiacciatele (potete anche usare il microonde avvolgendole nella pellicola adatta e bucandole con la forchetta). Aggiungete alle patate schiacciate i 40 gr di parmigiano, il sale e il pepe, lavorate un po' con le mani per amalgamare bene il tutto.
Prendete le 2 fette di speck e tagliatele grossolanamente al coltello.
Oliate appena, aiutandovi con un tovagliolo, 3 stampini in allumino per tortini, o muffin, e cospargete con un po' di pangrattato.
Prendete il nostro composto di patate e riempiteli per metà; aggiungete lo speck, una fettina di Galbanino e un cucchiaino di parmigiano per ciascuno stampo (se volete, potete anche aggiungere un fiocchetto di margarina light, ma in quel caso le calorie aumenterebbero!). Fatto ciò, riempite anche la seconda metà dello stampino con il composto di patate.
Cospargete la sommità con un po' di pangrattato, appena un filo di olio evo e infornate a 200° per 15 min. Ma regolatevi sempre conoscendo i vostri forni.
Lasciateli raffreddare e sformateli delicatamente (aiutandovi con un coltello se necessario).
Ci vuole più tempo a spiegarlo, che a farlo! Guten Appetit!


giovedì 12 febbraio 2015

Ricetta colazione: Pan Bauletto al cioccolato con farina di farro integrale (114,83 kcal.)



Oggi vi propongo una ricetta per una colazione, sana, nutriente e soprattutto CIOCCOLATOSA!
Per l'impasto useremo la farina di farro integrale, perché oltre a contenere meno calorie e carboidrati, è ricca di fibra, ma soprattutto è molto proteica. Le proteine non solo sono importanti per la nostra alimentazione, ma danno anche quella sensazione di sazietà che vi eviterà di arrivare affamati all'ora di pranzo.
Le 114,83 kcal. sono per ciascuna fetta del Pan bauletto, diviso in 15 fette.



Per quanto riguarda le dosi per l'impasto, nel post di presentazione di Unconventional Kitchen vi dissi che dosi e quantità vi sarebbero state date solo se strettamente necessarie, perché in cucina è bello sperimentare, improvvisare, divertirsi. In questo caso le dosi ve le darò, ma essendo un impasto lievitato dovrete capire voi se è il caso di aggiungere più farina, acqua, ecc per ottenere il risultato che vogliamo: impasto omogeneo, liscio ed elastico. Del resto, ogni qual volta chiedo a mia madre le dosi per un impasto lei mi risponde sempre: vai ad occhio! Ed io ho imparato ad andare ad occhio. Tanto più che la ricetta originale di questo pan bauletto prevedeva un tipo diverso di farina e uno stampo più piccolo. Ho improvvisato ed è andata alla grande!
Ma per i miei amatissimi piccoli piromani e portatori di distruzione e caos in cucina, svelo un piccolo trucco per capire se l'impasto è pronto o meno, omogeneo ed elastico: quando la vostra palla sarà liscia, non vi si appiccicherà alle mani, ma soprattutto comincerà a fare le bolle (sì, proprio così, le bolle) e le sentirete gonfiarsi e scoppiare con un pop sotto le mani mentre impastate, allora eccovi lì, l'impasto è pronto!
Il bicchiere usato è sempre quello della Nutella.

Ingredienti per uno stampo da 25 cm:
  • Farina di farro integrale integrale: 300 gr / 2 bicch. colmi + 2 cucchiai colmi
  • lievito di birra disidratato: una bustina (7 gr.)
  • cacao amaro in polvere: 45 gr/ 4 cucchiai colmi 
  • acqua: 150 ml / un bicchiere colmo 
  • latte di soia: 6 cucchiai
  • zucchero: 3 gr. / 1 pizzico
  • sale: 1 cucchiaino
  • olio di semi: 4 cucchiai 
  • cioccolato fondente tagliato al coltello: 50 gr / ca. 2 cubotti spessi)

Sciogliere il lievito in metà della dose d'acqua.
Mischiate insieme la parte secca di ingredienti (farina, cacao, zucchero, sale, zucchero) e metteteli su una spianatoia nella classica forma a fontana (io uso una boule abbastanza grande). Versate al centro la parte di acqua con cui avete sciolto il lievito, il latte e cominciate ad impastare.
Unite anche l'olio e continuate ad impastare, versando anche la seconda metà di acqua e aggiungendone ancora se fosse necessario.
Impastate fino a quando non avrete ottenuto un impasto liscio, sodo, elastico ed omogeneo: quando sentirete le bolle d'aria gonfiarsi e scoppiarsi sotto le mani allora l'impasto sarà pronto.
Per ultimo aggiungete il cioccolato fondente tagliato al coltello.

Coprite con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume. Per velocizzare i tempi, essendo inverno, io ho messo il mio vicinissimo ad un termosifone coperto con delle coperte pesanti. Trascorso il tempo della prima lievitazione, prendete l'impasto, sgonfiatelo su una spianatoia, dategli la forma di un filone e mettetelo dentro lo stampo da plumcake. Chiudete con la pellicola e lasciate lievitare fino a quando l'impasto non sarà lievitato nuovamente raggiungendo la pellicola.
A questo punto, togliete la pellicola, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per altri 10 minuti.
Preriscaldare il forno a 175°/180° e infornate per 30/35 min.
Come non mi stancherò mai di ripetere la cottura dipende molto dal forno che si ha. Il mio ad esempio cuoce più sopra e meno sotto, quindi metto la griglia del forno sempre molto bassa e dopo circa 15/20 metto una leccarda nella parte alta del forno, così da evitare che la parte superiore si bruci e quella inferiori rimanga cruda. Quindi voi tenete sempre d'occhio il vostro forno e fate la prova stecchino. 

Consiglio: con un po' di marmellata alle fragole, rigorosamente light senza zuccheri, è la morte sua! (come diciamo al sud! xD)

Sembra difficile, ma non lo è! Tutti possono provarci e riuscirci! E poco importa se non verrà bene la prima volta, verrà meglio la seconda! E ricordate: low calories, less fat!



mercoledì 11 febbraio 2015

Toglietemi tutto, ma non il mio smartphone.

I tempi cambiano, le cose cambiano, le persone cambiano, noi cambiamo...
Prendete me ad esempio. Il primo cellulare l'ho avuto tra la terza media e il primo anno delle scuole superiori ed erano più le volte che lo lasciavo spento, che quelle in cui me lo cagavo.
Quando ancora andavamo di Christmas card ed sms a camionate, ero sempre la più lenta nello scrivere e nel rispondere. Adesso che il regno degli sms è tramontato ed è iniziata l'era di whatsapp, messenger, hangouts ecc, sono la più veloce sia a scrivere che a rispondere e il mio smartphone non lascia mai le mie mani.

Per varie ragioni, la cosa ha attirato la mia attenzione, quindi mi sono chiesta esattamente dove fosse la differenza, cosa fosse cambiato rispetto al passato. La risposta però non era da ricercarsi nel cosa, ma nel chi. Io. Ad essere cambiata in primo luogo ero stata io.

Ma come Roma non fu costruita in un giorno, così i grandi cambiamenti non avvengono da un giorno all'altro, d'improvviso, e il loro svolgersi è lento, silenzioso, strisciante, a tal punto che quando ci accorgiamo di stare cambiando, che qualcosa in noi comincia a prendere una direzione diversa, è ormai troppo tardi: non si può più tornare indietro, siamo già cambiati.
Siamo diversi, siamo diventati altro, qualcosa in cui ancora non ci riconosciamo, o preferiamo non riconoscerci, ma che sappiamo fin troppo bene essere un parte di noi che esisteva già e che si è semplicemente evoluta, manifestata.

Il cambiamento è destabilizzante, porta scompiglio nelle nostre vite, nella nostre tranquille routine, ma soprattutto nelle relazioni. Ah, le relazioni! Esiste forse qualcosa più complicato delle relazione?! No! Anche la teoria della relatività di Einstein a confronto è meno complicata, dal momento che ha le sue regole matematiche e fisiche stabilite, fisse, immutabili. Le relazioni invece non le hanno, sono una serie continua di compromessi, tolleranze, concessioni, negazioni, basate sull'accordo che si stipula tra due parti che decidono di intraprendere una relazione. Quello che io chiamo: Il Patto iniziale. Tutto si basa su di esso: dal tipo di relazione che si vuole avere, ai successivi compromessi, cessioni, negazione e tutto il microcosmo relazionale. Il Patto è la base, le fondamenta su cui poggia tutta la baracca. Non sono futilità evanescenti come l'amore e i sentimenti a fare da pilastro, quel che conta è Il Patto iniziale. Fino a quando entrambe le parti lo avranno ben presente nella loro relazione, tutto filerà sempre liscio, senza grossi scossoni, furiose liti, incomprensioni e tutti i teatrini vari ed eventuali.
Ma esso nasce con una grossa falla inevitabile, un peccato originario che non può essere lavato via con un bagnetto ghiacciato e una serie inutile di "credo" e "rinuncio". Perché vedete, Il Patto stabilirà anche un compendio di regole e compromessi, ma non cristallizza la natura che hanno in quel preciso momento le due parti in causa.

Cosa succede quando una delle due parti comincia a cambiare, ad evolversi e il suo pensiero prende una direzione diversa da quello che era all'epoca della stipulazione? La baracca comincia a scricchiolare. E quanto più la si sentirà franare sotto i piedi, tanto più ci si farà cechi e sordi, ignorando i cambiamenti che ormai sono avvenuti in noi, cercando fantasiose spiegazioni, alternative, soluzioni, pur di tenere in piedi quella baracca il cui tetto ci ha accolti per tanto, tanto, tempo. Forse troppo tempo. 
Perché alcuni di noi nascono con il mare d'inverno dentro. Eterni adolescenti, irrequieti, insoddisfatti, capricciosi, sempre alla ricerca di qualcosa che sia nuovo, che sia altro, che sia come noi e diverso da noi. Siamo sempre in continua evoluzione, in continuo cambiamento, e come l'onda del mare che ripetutamente si infrange sulla battigia, ne strappiamo via un pezzo, giorno dopo giorno, appropriandocene senza riserve, senza chiedere il permesso, o scusa.
Siamo impietosi come la tempesta, trasciniamo via come un mulinello, ci infrangiamo senza tregua contro la scogliera, consumandoci testardi.

Un giorno però la tempesta sembra placarsi, crediamo che anche per noi finalmente sia arrivata l'estate e siamo felici come un bambino il giorno di Natale. Assaporiamo il piacere della tranquillità, della stabilità che danno i soliti riti e piccoli gesti quotidiani, anche i limiti dei compromessi ci sembrano una cosa meravigliosa: abbiamo trovato il nostro porto sicuro.

Ma l'estate non dura per sempre.

Ci accorgiamo che l'estate comincia a diventare primavera, la primavera autunno, l'autunno irrimediabilmente inverno. Sappiamo che sta arrivando, lo sentiamo, lo conosciamo bene, ma lo ignoriamo. Più bussa alle nostre porte, più spranghiamo le finestre. Ma non si può fermare la tempesta. E così eccoci di nuovo, noi e il nostro mare d'inverno, che nel frattempo è cambiato, è cresciuto insieme a noi, si è evoluto, vuole e cerca altro, si è fatto più agitato per ogni volta che abbiamo chiuso più forte la porta.

Cominciamo a mettere password ai nostri portatili, ai nostri smartphone, ai nostri pensieri, perché il mare in tempesta reclama il suo tributo e i segreti si accumulano. I dedali dei castelli che un tempo furono teatro delle passioni segrete di nobili e servi, sono diventati i nostri smartphone, ormai nostra appendice ed emanazione: tutto dipende da loro.

Mi chiedo se non sarebbe più giusto uscire dalla soglia di quella baracca ormai scricchiolante senza voltarsi indietro, senza chiedere scusa o perdono, prendere tutto quello che quel rifugio sicuro ci ha dato e andare via...come fa il mare d'inverno.


Toglietemi tutto, ma non il mio smartphone.